Fino a poche settimane fa i mercati finanziari continuavano ad andare avanti a passo spedito sospinti dall’ottimismo sulla crescita globale con lo sguardo alla distensione sui fronti della guerra dei dazi e della Brexit.
Nessuno di noi teneva conto della minaccia che si affacciava nella provincia di Hubei, il COVID-19 era praticamente uno sconosciuto ed il rischio pandemia non era tenuto in considerazione ed in breve tutti noi abbiamo affrontato questa emergenza che si è scagliata con forza su tutte le piazze finanziarie.
In molte occasioni sentiamo dire che questa crisi non è uguale a quelle precedenti e che ne usciremo con difficoltà, ma è proprio così diversa?
Non c’è ombra di dubbio che queste settimane cambieranno profondamente le nostre vite impattando sulle nostre abitudini che probabilmente son saranno più le stesse.
Come dopo l’attentato alle Torri Gemelle nel 2001 ci siamo abituati a controlli di sicurezza più stringenti, ora probabilmente ci abitueremo, ad esempio, a maggiori controlli sanitari, a diversi standard di igiene personale e dei luoghi pubblici.
In termini economici in futuro prossimo dovremo affrontare una fase recessiva, si presenteranno comunque delle opportunità in settori nuovi come quelli della comunicazione a distanza, dello smart working, dei nuovi standard sanitari e produttivi.
Ogni crisi ha un suo fattore di diversità e di unicità che ce la fa percepire come catastrofica e senza via d’uscita.
Nel 2000 abbiamo assistito allo scoppio della bolla tecnologica, nel 2001 siamo stati testimoni di un drammatico attacco terroristico nel cuore di New York e nel 2008 abbiamo conosciuto una crisi finanziaria imparando il significato di “mutui subprime” e vedendo istituti di credito fallire.
Ogni volta ne siamo usciti in quanto i mercati sono resilienti ed assolutamente in grado di ripartire.
Si tratta quindi di fasi di assestamento che non possono essere eliminate, ma che dobbiamo imparare ad affrontare ed a sfruttare.
Diventa quindi fondamentale una pianificazione finanziaria che sia resiliente anche a fattori esogeni come una pandemia
La pianificazione deve tenere conto della necessità di mantenere invariato lo stesso standard di vita utilizzando il più possibile asset liquidi e facilmente smobilizzabili, tenendo conto delle specifiche caratteristiche personali e professionali, integrando anche le proprie coperture assicurative.
La pianificazione deve essere una “best practice” da mettere in atto costantemente evitando, nelle fasi di tensione, di prendere decisioni mosse dall’emotività e dal disorientamento.
É proprio in tempeste come quella che stiamo attraversando che dobbiamo mettere in atto un corretto approccio al mercato mantenendo le posizioni costituite e magari provare ad incrementarle o avviare fasi di accumulazione.
Ogni mercato ha fasi di assestamento e momenti di crisi, più o meno forti, ma da sempre queste hanno preceduto periodi in cui si è generato valore.
È difficile dire quando tutto si normalizzerà, per non entrare in trappole comportamentali che ci farebbero fare scelte non razionali dobbiamo quindi pianificare tenendo conto di qual’è il premio al rischio da noi sopportabile.
“Il mare calmo non ha mai reso il marinaio esperto”
Franklin D. Roosevelt