Una delle cose di maggiore importanza della gestione del risparmio è rappresentata dall’individuare e modificare la struttura del portafoglio e non, come in molti pensano, dal momento esatto in cui decidiamo di acquistare o vendere uno strumento finanziario.
E’ quindi fondamentale valutare la fase di ribilanciamento del portafoglio ovvero una modifica della composizione in modo da mantenere invariati i pesi dei vari asset definiti dal punto di vista strategico nel momento della definizione degli obbiettivi.
Il ribilanciamento diventa quindi una fase successiva alla definizione degli obbiettivi e della conseguente asset allocation.
Una volta definito il nostro portafoglio finanziario, in base ad il nostro orizzonte temporale ed in base alla nostra propensione al rischio, periodicamente dovremmo fare un “tagliando” ad i nostri investimenti ovvero rivedere, anche marginalmente, i pesi dei singoli strumenti o delle esposizioni settoriali.
Investire significa avere bene a mente qual’è il nostro porto d’attracco e modificare la rotta in base alle variabili che ci troviamo di fronte.
Supponiamo che si sia deciso di allocare i nostri risparmi in un portafoglio formato dal 50% di prodotti azionari ed il 50% di prodotti obbligazionari e che dopo sei mesi, ad un check up della posizione il peso dell’azionario sia arrivato al 75% potrebbe essere il caso di ribilanciare il portafoglio riportandolo ai pesi originari.
Effettuando un operazione di questo genere metteremo al riparo i profitti fino ad allora realizzati nel caso i mercati dovessero soffrire o in caso contrario potremmo consolidare i risultati fino ad allora conseguiti.
Lo stesso ragionamento applicato alla tipologia di prodotto finanziario si può applicare anche per le diverse esposizioni settoriali.
Un portafoglio ben impostato, sia a livello di prodotti e sia a livello di orizzonte temporale, diventerà quindi più resiliente ed in grado di difendersi meglio da eventuali choc di mercato, la pandemia di COVID – 19 ne è un esempio cristallino.
In ribilanciamento non è una pratica da fare conclusivamente ma una buona pratica da mettere in atto periodicamente con i propri investimenti.
Il ribilanciamento può essere effettuato o a scadenze regolari o al verificarsi di eventi specifici.
Se adottiamo la prima strategia il tempo con cui rivedere l’allocazione dei nostri investimenti può ragionevolmente essere di 6 mesi o un anno.
L’alternativa è metterlo in atto quando, una o più asset class, deviano in maniera sostanziale dall’allocazione originaria.
Perché la nostra strategia di investimento e la conseguente revisione dell’allocazione iniziale sia produttiva è fondamentale definire all’inizio con chiarezza ed obiettività quello che ci aspettiamo dai nostri risparmi.